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Aumento di casi di epatite acuta nei bambini: si studiano le caratteristiche del fenomeno

venerdì 29 Aprile 2022
Dal mese di gennaio si sono registrate, a livello internazionale, alcuni casi di epatite acuta nei bambini, in special modo nella fascia sotto i cinque anni. Il Paese più colpito finora è il Regno Unito, dove sono stati registrati 114 episodi (da gennaio 2022 al 25 aprile 2022) su un totale di 169 a livello globale. 

Epatite: di cosa si tratta 

L'epatite è un'infiammazione del fegato causata spesso da un virus, che coinvolge il sistema immunitario. Il primo segnale che evidenza la presenza dell'infezione è l'aumento di circa 10-15 volte il valore delle transaminasi nel sangue. Dal punto di vista della sintomatologia, l'epatite acuta si manifesta generalmente con sintomi gastrointestinali, dolori addominali, e in alcuni casi con colorito giallastro della cute, nausea e febbre. L'aumento più grande è avvenuto nelle prime tre settimane di aprile. Si è visto che più del 50% dei casi guarisce spontaneamente, ma in altri casi è stato necessario il trapianto di fegato. 

La situazione a livello locale 

In Azienda Ospedale Università di Padova sono stati affrontati due casi di epatite acuta: un bambino di due mesi e un ragazzo di dieci anni. Entrambi curati e guariti dall'infezione. 

"Dobbiamo ricordare che per quasi due anni i bambini sono rimasti chiusi a casa a causa della pandemia, meno esposti a nessun virus o possibile infezione. Adesso che stanno riprendendo la loro vita normale, non è da escludere che siano diventati più suscettibili ai virus. Questa è solo una delle ipotesi che si stanno studiando. - spiega la prof.ssa Patrizia Burra, direttrice dell'Unità per il Trapianto Multivescerale dell'Azienda Ospedale-Università di Padova - L'aumento dei casi a livello internazionale per ora non sembra riguardare l'Italia. Allarma invece, guardando all'estero, il numero dei piccoli costretti al trapianto: dieci bambini inglesi sono stati costretti a fare il trapianto, in linea con i trapianti internazionali che sono stati 17 su 169. Il trapianto di fegato nei bambini è davvero molto raro perché si tratta di un organo capace di rigenerarsi da solo" .

La prof.ssa Burra è in contatto con il Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, dove ha lavorato e dove attualmente si stanno conducendo degli studi sul fenomeno in corso. "Le indagini inglesi hanno visto che il 40% dei bambini aveva l’Adenovirus, solo in 10% il Covid e in percentuali più basse altri virus. Dunque hanno diviso le settimane dal primo gennaio ad aprile e si è edotto che è accaduto qualcosa nelle prime tre settimane di aprile"

"La conclusione degli inglesi, - aggiunge la professoressa Burra,  - dice che non si sa esattamente cosa abbia causato l’infezione. Ci troviamo, come spesso accade in scienza, di fronte ad ipotesi: può essere che i bambini per due anni siano stati isolati a casa per la pandemia, non sono andati all’asilo, in alcuni casi hanno tenuto sempre la mascherina, dunque potrebbero essere rimasti a tal punto isolati da non avere avuto infezioni e, adesso che si riespongono, lo stesso Adenovirus può causare questa malattia. In ultima analisi la prima ipotesi degli inglesi è che i bambini siano diventati più suscettibili. La seconda ipotesi è che si tratti di pazienti che sono stati prima contagiati dal Covid e che l’infezione epatica sia un effetto secondario o che sia l’ennesima variante del Coronavirus. La terza ipotesi è che siamo di fronte alla combinazione esplosiva dei due virus insieme (Adenovirus e Covid) che hanno questo effetto esplosivo".

Un invito all'attenzione, per quanto riguarda i cittadini del nostro Paese, arriva dal direttore generale dell'Azienda Ospedale-Università di Padova, Giuseppe Dal Ben: 
"L'invito è di stare attenti e non trascurare i piccoli segnali, che potrebbero essere il campanello d'allarme dell'infenzione che si sta sviluppando. Noi, come Ospedale, facciamo il nostro lavoro di cura e ricerca, cercando di monitorare la situazione epidemologica territoriale. Noi dobbiamo essere pronti se coinvolti. Ricordiamo che nei primi 81 casi il 50% dei pazienti inglesi è guarito spontaneamente, il 47% era ancora in ospedale, solo 10 sono stati trapiantati, comunque un numero molto elevato rispetto alle statistiche tradizionali".
Ultimo aggiornamento: 02/05/2022
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