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Giornata mondiale per la lotta alla trombosi

giovedì 13 Ottobre 2022
Una persona su quattro nel mondo muore per condizioni legate alla trombosi. Per aumentare la consapevolezza, il 13 ottobre è stata indetta la Giornata Mondiale della Trombosi per sensibilizzare ed elevare l'attenzione globale all'azione su questa malattia potenzialmente mortale ma prevenibile.

La trombosi è la formazione patologica di un coagulo di sangue (trombo) all'interno dei vasi sanguigni, che ostacola o impedisce la normale circolazione del sangue. Normalmente, la attivazione della coagulazione in risposta ad una lesione di un vaso è un fenomeno positivo, poiché rallenta e arresta la perdita di sangue. Basti pensare, ad esempio, a ciò che avviene quando ci si procura una ferita alla cute: la coagulazione pone un limite allo stravaso e arresta il sanguinamento, prevenendo complicanze legate alla emorragia. Tuttavia, quando il coagulo si forma in modo anomalo all'interno di un vaso sanguigno o a livello intracardiaco o nel cervello, esso rappresenta un vero e proprio pericolo per l'individuo, poiché può creare occlusione ostacolando il flusso ematico, così come può staccarsi dall'area in cui si è formato raggiungendo altri distretti corporei e dando origine a gravi conseguenze (embolia). A seconda del tipo di vaso coinvolto si parla di trombosi arteriosa o venosa.

Le malattie da Trombosi colpiscono in Italia almeno 600mila persone ogni anno: si chiamano Infarto, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi delle vene e delle arterie. Colpiscono il doppio dei tumori, sono l’evento più probabile dopo i 65 anni e possono esserne colpiti anche i giovani e i bambini, persino i neonati. In particolare, negli ultimi 20 anni il numero di casi di Trombosi in bambini che vengono ospedalizzati per qualche motivo è decuplicato, arrivando a toccare un’incidenza di 1 caso ogni 200 bambini ricoverati (fonte: https://www.trombosiinfantili.info).

In qualsiasi caso, la formazione di un trombo rappresenta sempre un evento patologico clinicamente importante che non può essere sottovalutato. Le Trombosi possono essere prevenute almeno in un caso su tre e, ove si manifestino, possono essere curate. Vi può essere una predisposizione ereditaria geneticamente determinata o cause acquisite (immobilizzazione, trauma, terapie ormonali, neoplasie e molte altre) che predispongono ad eventi trombotici.

Per la cura e soprattutto per la prevenzione della trombosi sono oggi disponibili numerosi farmaci ad azione anticoagulante o antiaggregante che, seppur agendo con diversi meccanismi d'azione, hanno lo scopo di ridurre lo stato di ipercoagulabilità invariabilmente associato alle trombosi.Pertanto, le linee guida e i protocolli terapeutici devono essere adattati a ciascun paziente, non possono essere applicati acriticamente in modo uguale su persone diverse: devono essere trasformati in abiti su misura, adattati a ogni singolo paziente, e a ogni singolo bambino. In sintesi, si rende necessaria una “personalizzazione” della terapia antitrombotica che preveda anche una ottimizzazione della dose e della durata della stessa.

 
Ultimo aggiornamento: 13/10/2022
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