Per la prima volta in Italia è stata rimossa in una bambina appena nata una rara malformazione polmonare benigna che, se non veniva asportata, avrebbe impedito il normale sviluppo degli alveoli e avrebbe compromesso seriamente la futura capacità respiratoria.
Il parto cesareo è avvenuto con procedura EXIT TO ECMO per garantire la stabilizzazione del neonato. L’exit è la tecnica chirurgica che mantiene il feto parzialmente nell’utero durante il parto cesareo e sempre connesso alla placenta. L’ecmo, invece, è la macchina salvavita che si sostituisce fuori dal corpo al cuore e ai polmoni permettendo agli organi di riposare e di recuperare. La combinazione exit più ecmo è stata necessaria per garantire l’ossigenazione alla bambina dopo la nascita.
Una volta posizionato correttamente l’ecmo, la neonata è stata estratta completamente dall’utero e il cordone ombelicale è stato clampato. La bimba è stata, quindi, stabilizzata, portata in una sala operatoria attigua e sottoposta a toracotomia neonatale con asportazione della massa polmonare di 14 cm. La bimba è stata dimessa 30 giorni dopo la nascita con esito favorevole e follow up ambulatoriale programmato.
La gestione di un caso così complesso ha richiesto una collaborazione sinergica multidisciplinare e un expertise integrata tra diverse specialità mediche così da garantire il miglior esito possibile: sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia e Ginecologia, di Cardiochirurgia pediatrica, di Chirurgia pediatrica, di Otorinolaringoiatria, di Rianimazione Anestesia, di Neonatologia. I professionisti coinvolti sono stati la dott.ssa Paola Veronese, direttore UOC Ostetricia e Ginecologia, il dott. Cesare Cutrone, équipe UOC Otorinolaringoiatria, il prof. Vladimiro Vida, direttore UOC Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatia congenite, la prof.ssa Patrizia Dall’Igna, direttore Chirurgia pediatrica, il prof. Francesco Leon Fascetti, équipe Chirurgia Pediatrica.
Questo caso clinico, il primo EXIT TO ECMO in Italia per massa polmonare fetale, rappresenta un modello di eccellenza multidisciplinare nella gestione di patologie fetali complesse e traccia nuove, fondamentali prospettive per la medicina fetale italiana. Si rafforza così ulteriormente l’impegno dell’Azienda Ospedale Università Padova verso interventi salvavita precoci e verso frontiere terapeutiche innovative già nell’utero materno.