Focus sulla campagna di cura e screening per l’eliminazione dell’epatite da HCV in Italia
Data di pubblicazione: 28 agosto 2026


E' stato pubblicato il primo bilancio dal punto di vista epidemiologico e clinico del trattamento antivirale universale e della campagna di screening contro il virus che causa l'epatite C: le strategie, promosse dal WHO e fortemente implementate dal 2020 in tutte le regioni italiane, e quindi anche in Veneto e in Azienda, hanno consentito la riduzione del 90 per cento dei nuovi casi e del 65 per cento dei decessi correlati a infezione da HCV, oltre all’aumento fino al 90 per cento dell'identificazione dei pazienti ancora sommersi che saranno avviati al trattamento antivirale curativo come obiettivi per l’anno 2030. I risultati che sono emersi sono utili per aderire alle strategie applicate per identificare e far partire il trattamento per i portatori sommersi di epatite da HCV, permettendo così la completa eliminazione dell’infezione soprattutto mediante l’attività congiunta dei medici che deve essere ugualmente efficace sia in ospedale che nel territorio e mirata alle categorie definite a rischio o con stigmate di malattia epatica, oltre che alla popolazione compresa nella campagna di screening. Il lavoro è stato coordinato dalla prof.ssa Liliana Chemello, insieme a Luisa Cavalletto, Elisabetta Bernardinello, Ilenia Mezzocolli, Silvia De Carlo, Mirko Schipilliti, Eleonora Bertoli.
L’epidemiologia di HCV nel nord-est d’Italia ha interessato specialmente i nati dal 1939 al 1989 in due momenti di esposizione specifici che si possono individuare presumibilmente nel periodo 1945-1965 con la diffusione del contagio attraverso la via parenterale trasfusionale prevalentemente nelle donne e negli anni 1965-1995 tra i più giovani con infezione dovuta particolarmente alla tossicodipendenza.
Secondo i dati analizzati nella pubblicazione su 'Livers' si vedono significativamente ridotti tutti i tassi di incidenza e prevalenza di infezione da HCV, ma soprattutto i tassi di cirrosi, di epatocarcinoma, di mortalità correlata ad HCV. Lo studio ha compreso 2703 casi dei centri epatologici del territorio Veneto. Tre sono le osservazioni da sottolineare: l’eliminazione di HCV va perseguita tenacemente per contribuire agli obiettivi nazionali fissati dal WHO per il 2030; la prima ondata di contagio intercorsa nella generazione dei 'boomers' si è ormai quasi estinta ed attualmente risulta in forte decremento grazie alla terapia antivirale; la ricerca per l’esaustiva identificazione dei casi a rischio, ma ancora sconosciuti, va fatta in coloro che presentano i segni di una malattia cronica di fegato e/o sono stati esposti al rischio parenterale.
Informazioni ulteriori si possono avere scrivendo alla mail: ambulatorio.epatologico@aopd.veneto.it
Ultimo aggiornamento: 28/08/2026 12:26

